Musica, immagini e spiritualità
Martedì 21 ad aprire la serata, alle 18.15, ci sarà il regista Victor J. Tognola, che racconterà il suo incontro con Sathya Sai Baba, figura carismatica e controversa della spiritualità indiana. Dal set alla ricerca interiore, Tognola intreccia immagini d’archivio, impressioni di viaggio e musica sacra – persino Beethoven – per provare a restituire un frammento di un’esperienza che ha cambiato il suo sguardo sul mondo.
Alle 19.00 il Duo Gelfini–Olzer porta al pianoforte a quattro mani un viaggio musicale che attraversa epoche e immaginari: da Bach e Haendel a Genesis, Sting, A‑Ha e Mike Oldfield, in un dialogo continuo dove classico e pop si intrecciano in un’unica trama emotiva.
È una serata pensata come un incrocio di strade: tra mondi sonori diversi, tra memoria e presente, tra pagine di repertorio e suggestioni cinematografiche, dove ogni brano diventa un piccolo racconto da condividere in sala.
La scaletta del duo attraversa:
– J. S. Bach, Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit
– Genesis, Firth of Fifth
– S. Prokof’ev / Sting / The Police, Russians e Every Little Thing She Does Is Magic
– Dave Grusin, Suite from “Falling in Love”
– A‑Ha, Take On Me
– G. F. Haendel, Lascia ch’io pianga
– Mike Oldfield, Tubular Bells
È una di quelle serate in cui si viene per un concerto e si esce con una storia in più da portarsi dietro.
